Le crudeli sagre di paese

Che sia il maiale, l’agnello, l’oca o altro animale, alla povera malcapitata creatura non viene risparmiata l’atrocità della macellazione, talora pubblica in barba alle norme italiane sulla macellazione.

Retaggi di civiltà contadine e pastorali sopravvivono ancora a quasi vent’anni dallo Y2K. Sembrerebbe cosa buona, in un mondo sempre più scollegato dalla natura, sebbene vi sia una riscoperta della stessa da più parti. Tuttavia questi retaggi non di rado sopravvivono in forma di cruente sagre in cui la comunità si raccoglie intorno a una vera e propria vittima sacrificale. Che sia il maiale, l’agnello, l’oca o altro animale, alla povera malcapitata creatura non viene risparmiata l’atrocità della macellazione, talora pubblica in barba alle norme italiane sulla macellazione. Dalla Puglia all’Emilia Romagna alla Sardegna al Lazio, per esempio, si sacrifica il maiale. Il maiale, animale intelligente più del cane. E si inizia a mangiare carne di maiale sin dal mattino. Un’usanza che poteva anche essere giustificata in tempi in cui l’abbondanza di cibo non era quella attuale, in cui c’era sempre il pericolo di una carestia, ma non oggi, quando il cibo viene sprecato in continuazione. Certo, i rischi di carestie non sono mai scongiurati del tutto, ma ci siamo capiti.

A volte sono eventi al limite della legge: nel 2017 c’erano in Italia 23 procedimenti aperti e 19 indagati per violazione dell’articolo 544 quater del codice penale: «Maltrattamento animale nel corso di manifestazioni o spettacoli vietati» (fonte: corriere.it).

Quel che è peggio è che queste comunità vivono un momento di vera e propria festa, talora prolungata nell’arco di più giorni. con musica, balli, eventi di vario genere. Ci sono artisti che si prestano a esibirsi durante questi eventi crudeli. E, se è una festa, certo non può essere cosa malvagia: così pensa la gente. A volte queste iniziative sono addirittura legate al culto dei santi, veri e propri retaggi pagani che con tali culti nulla hanno a che fare visto che il Vangelo aborre i sacrifici. Intanto numerosi animali vengono fatti soffrire, uccisi, macellati, per i bagordi di un’umanità che non si ferma a riflettere. Eppure si può fare sagra anche con i prodotti della terra, i buoni prodotti che non provocano tanta sofferenza, espressione della genuinità locale e del lavoro agricolo, intorno ai quali si può fare festa e aggregazione senza che qualcuno diventi olocausto al palato e all’ignoranza.

 

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Post Author: crueltyfree

1 thought on “Le crudeli sagre di paese

    Skislok

    (giugno 10, 2020 - 5:43 pm)

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