Eventi estremi, ecco perché tutti dobbiamo scoprirci un po’ ambientalisti

Danni ambientali, persone sfollate, economia e trasporti in ginocchio: le conseguenze di pioggia, siccità, calore, frane e alluvioni non sono uno scherzo.

Amare il pianeta e l’ambiente, prodigarsi per proteggerli e salvaguardarli, è molto più che un sentimentalismo da ambientalisti: significa salvare la vita di tanti esseri umani, supportare lo sviluppo economico, garantire cibo per tutti. Dal 2013 al 2016 in Italia ben 18 Regioni sono state colpite da 102 eventi estremi come frane o alluvioni, e sono stati dichiarati aperti 56 stati di emergenza. Eventi che si sarebbero potuti evitare con una più corretta gestione del suolo e del territorio. I danni accertati sono pari a 7,6 miliardi di euro, a cui lo Stato, finora, ha fatto fronte con uno stanziamento del 10%, quasi del tutto erogato. I dati sono stati resi noti nei giorni scorsi da Legambiente nel rapporto Le città alla sfida del clima. E’ chiaro che i danni portino con sé anche tanti strascichi ulteriori sull’economia, che trova difficoltà a riprendersi nei luoghi colpiti. Una situazione che fa rabbia se pensiamo che spesso i danni sono colpa dell’uomo, che non si prende cura, ad esempio, degli argini dei fiumi, che disbosca senza criterio, o che costruisce dove non deve mentre i cambiamenti climatici si fanno sempre più evidenti.

Dal 2010 ad oggi sono invece 126 i Comuni italiani in cui si sono verificati danni a causa di 242 fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni diretti e indiretti sul territorio e sulla salute dei cittadini. Tra i fenomeni estremi si annoverano, oltre ad alluvioni e frane, anche piogge estreme, violente nevicate, lunghi periodi di siccità e ondate di calore che – sommati – hanno provocato la morte di oltre 140 persone e l’evacuazione di oltre 40.000. Anche il caldo può essere killer, con oltre 2.700 morti causati nel 2015 (senza contare i danni all’agricoltura dovuti alla siccità).

Pochi dati che fanno riflettere su come la salvaguardia ambientale sia una battaglia da condurre ogni giorno e non solo se si è ambientalisti o attivisti: si tratta di una necessità che riguarda ciascuno di noi, come essere umano e come cittadino. Anche perché la natura non ha preferenze di sorta e chiunque potrebbe trovarsi a dover fronteggiare un evento estremo. Perché continuare a rischiare?

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Post Author: crueltyfree

1 thought on “Eventi estremi, ecco perché tutti dobbiamo scoprirci un po’ ambientalisti

    fundfeect

    (giugno 24, 2020 - 2:26 am)

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