Elefanti in festa con la Giornata mondiale a loro dedicata

Con la Giornata mondiale dell’elefante si intende sensibilizzare la popolazione mondiale sui rischi corsi da questo animale a causa di bracconaggio e altre minacce. In particolare la specie asiatica si avvia verso l’estinzione.

Dopo la Giornata internazionale del leone, oggi è quella dell’elefante. Anche se, come i leoni, i pachidermi hanno poco da festeggiare perché il loro numero si sta riducendo progressivamente con un calo del 50% nelle sole ultime tre generazioni per la specie asiatica. Il trend è di ulteriore calo degli individui, per via della progressiva riduzione dell’habitat, per il bracconaggio e per gli allevatori che talora li uccidono anche per vendetta quando devastano i campi. Insomma, stesse motivazioni che mettono in pericolo il leone.

Si stima che circa 20.000 elefanti siano uccisi dai bracconieri ogni anno per ricavarne il prezioso avorio, prelevandone le zanne. Avorio che, a pensarci, non è affatto necessario, quindi stupisce pensare che ancora si faccia questo traffico soprattutto in virtù del fatto che dal 1989 il mercato internazionale dell’avorio è stato chiuso. Vi fu una moratoria per smaltire le scorte accumulate e l’avorio antico ma questa ha aperto le porte al sorgere di un mercato nero in cui la fanno da padroni, appunto, i bracconieri. Addirittura oggi con l’avorio venduto illegalmente si finanziano le guerre locali. Quindi si sbaglia a pensare che i bracconieri siano solo occidentali in cerca di soldi facili o di avventura, come spesso è nell’immaginario collettivo: anche le popolazioni locali sono coinvolte nel traffico di avorio e nel massacro di elefanti per questo motivo.

L’elefante esiste in tre principali specie: elefante africano (rappresentato da due specie, Loxodonta africana e Loxodonta cyclotis), il più grande mammifero esistente sulla terra, e il più piccolo elefante asiatico (Elephas maximus, di cui esistono varie sottospecie), dalle orecchie più piccole. Attualmente di questi ultimi restano tra i 40.000 e i 50.000 esemplari al mondo e quindi sono considerati in via di estinzione; gli elefanti africani in libertà invece sono intorno ai 415.000, quindi meno a rischio, per il momento. Solo per il momento. Ciò considerato che negli ultimi dieci anni gli elefanti africani si sono ridotti del 20 per cento. Anche se vi sono stime positive da parte del WWF (in Kenya, Uganda, Rwanda e nel sud dell’Africa gli elefanti stanno infatti aumentando di numero), il comportamento dell’uomo non è certo utile alla conservazione. In alcuni paesi, comunque, vi sono comportamenti rispettosi verso questi grandi animali. Ad esempio in Malesia il WWF locale organizza l’Elephant Film Festival, con proiezioni di pellicole dedicate ai pachidermi. Anche il Bagladesh organizza eventi per la sensibilizzazione sui pericoli a cui è sottoposto l’elefante. Tutti gli eventi nel mondo si trovano sull’apposito sito worldelephantday.org dove si possono trovare anche tante altre notizie interessanti.

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Post Author: crueltyfree

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