Etica e Gusto per favorire l’integrazione

Attraverso l’alimentazione vegana si è spiegato agli ospiti del progetto SPRAR quanto importante sia prestare attenzione agli sprechi, all’impatto che abbiamo sul pianeta e alla sofferenza di ogni creatura nonché al rispetto di ogni vita.

Ci sono iniziative che si pensa non possano mai entrare in un progetto di accoglienza per migranti. Magari si teme di urtare la suscettibilità di qualcuno, oppure di non riuscire a mettere tutti d’accordo perché, diciamolo, quando si parla di cibo ultimamente siamo tutti un po’ talebani, forse complici i social network. E invece presso lo SPRAR “Cittàccoglienza” di Cerignola (FG), gestito dall’aps LunaCometa, il cibo ha messo tutti d’accordo in occasione del progetto “Etica e Gusto” ideato e promosso dalla Dott.ssa Tiziana Annicchiarico, pedagogista e educatrice professionale nel campo della devianza e della marginalità e della Dott.ssa Alessia Roberta Scopece, responsabile dello SPRAR e presidente dell’associazione.

“Etica e Gusto” non era alla sua prima edizione: già in passato si è svolto fra le mura della Casa Circondariale di Bari nella sezione femminile. Successivamente il progetto è approdato a “Cittàccoglienza” per ben due volte, con grande soddisfazione dei partecipanti.

Attraverso l’alimentazione vegana si è spiegato agli ospiti del progetto SPRAR quanto importante sia prestare attenzione agli sprechi, all’impatto che abbiamo sul pianeta e alla sofferenza di ogni creatura nonché al rispetto di ogni vita. Molti ragazzi non avevano mai sentito parlare di alimentazione vegan, altri sì, e il corso di cucina è stato un momento ideale per spingere i giovani beneficiari a sviluppare una coscienza critica su un argomento di grande attualità, senza forzare né spingere nessuno a cambiare il proprio regime alimentare, ma inducendo alla riflessione e al ragionamento.

Ogni lezione si è poi conclusa con un momento di convivialità durante il quale allievi, insegnante e operatori del progetto, insieme ad alcuni volontari, hanno mangiato insieme ciò che avevano anche cucinato insieme. Un bel modo anche per favorire l’integrazione fra italiani e stranieri perché, si sa, a tavola molti dissidi si appianano e con l’alimentazione vegetale non ci sono differenze religiose, culturali o di gusto che tengano.

Alla fine di ciascuna edizione del corso i partecipanti che hanno frequentato almeno metà delle lezioni hanno ricevuto un attestato di Assovegan spendibile qualora i ragazzi – diversi dei quali hanno svolto altri corsi nel campo della preparazione di alimenti – trovassero impiego nel settore della ristorazione.

Please follow and like us:

Post Author: crueltyfree

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *