I cammini, dalla fede al viaggio

Cammini, una forma di viaggio antica e ancora diffusa. Dall’antico pellegrinaggio all’attuale desiderio di godersi il tempo e il panorama, si fanno sempre più affollati di turisti amanti della natura e attenti alla sostenibilità.

Camminare fa bene, è risaputo. E sta diventando una forma di turismo sempre più diffusa. Lo ha capito anche il Ministero dei Beni Culturali, che proclamò il 2016 “anno dei cammini”. Sempre più regioni stanziano fondi per la valorizzazione dei cammini, che si fanno sempre più affollati di turisti amanti della natura e attenti alla sostenibilità. Ma i cammini non sono solo questo: significano anche storia, tradizione, cultura, religione, spiritualità. Sicuramente uno dei più noti in proposito è la via Francigena, in realtà un insieme di vie (dette anche Romee) che portava dall’Europa settentrionale a Roma. Tali vie proseguirebbero verso la Puglia, anche se non vi sono evidenze che i cammini meridionali siano strettamente collegati a quelli del Nord. Tra quelle del Mezzogiorno molto importante e conosciuta è la Via Sacra Longobardorum, che faceva (e fa) tappa al noto santuario di Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia. Tale denominazione a parere di alcuni sarebbe recente. In realtà l’UNESCO ha in qualche modo riconosciuto l’esistenza della Via Sacra Longobardorum con l’inclusione nell’elenco dei World Heritage Sites, nel 2011, di otto siti riconducibili alla cultura e all’arte longobarde, tra le capostipiti dello sviluppo della cultura italiana come la conosciamo oggi. L’itinerario è stato inserito nel programma “Unesco Italia Langobardorum – Centri di potere (568-774 d.C.)” e parte da Mont Saint-Michel in Francia per arrivare al monastero di S. Michele Arcangelo sul Gargano. Le vie Francigene (di cui pure la Sacra Longobardorum è parte, secondo alcuni, mentre sarebbe autonoma, secondo altri studiosi, come si accennava prima) erano molto usate dai pellegrini del Medioevo per la visita alla tomba di Pietro a Roma, insieme al cammino di Santiago che ancora oggi è molto praticato da turisti di tutto il mondo e non solo a scopi religiosi. Goethe sosteneva che l’Europa è nata proprio grazie alle vie di pellegrinaggio: i cammini hanno permesso infatti l’incontro e lo scambio tra le varie culture europee in un momento storico in cui i gruppi umani prediligevano chiudersi entro i confini rassicuranti delle mura cittadine, dei Comuni e di primitive forme di Stato, raccogliendo così l’importante eredità di incontro di culture che era appartenuta all’Impero romano.

Viaggiare lentamente, affidandosi solo alle proprie gambe o, al massimo, a una bicicletta, è un modo per gustare il viaggio, entrare in relazione con i ritmi del creato, assaporarne colori, sentirne i profumi. E’ anche un modo per mettere alla prova sé stessi, imparando ad ascoltare il proprio corpo, i propri limiti, ma anche a superarli. E’ un modo per viaggiare da soli, se si vuole, senza essere mai davvero soli, perché soprattutto lungo i cammini più frequentati non è raro imbattersi in altri viaggiatori e magari fare amicizia. Ancora, è un modo per sperimentare l’accoglienza e una nuova filosofia di alloggiare e mangiare, contando su ostelli o case di abitanti del percorso, riscoprendo il valore dell’ospitalità. Ben più che una vacanza, un cammino è un’esperienza di vita.

Sicuramente a farla da padrone in questo approccio al turismo che ormai sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale sono il silenzio e una maggior percezione della bellezza di quanto ci circonda; il gusto della semplicità e della riscoperta di cose che ormai spesso diamo per scontate, anche solo l’avere un pasto caldo e un giaciglio ove riposare. Ma c’è anche un aspetto molto importante, quello del rispetto: rispetto dei luoghi che si visitano e attraverso cui si passa, che non vanno in nessun modo deturpati, ad esempio buttandovi rifiuti; rispetto di chi ci accoglie, presso cui si è solo ospiti di passaggio; rispetto verso sé stessi e i propri ritmi, senza forzarsi ma anche senza impigrirsi. Una vera e propria scuola di vita, molto simile al comportamento che bisognerebbe avere quotidianamente nei posti in cui si vive, verso le persone che incontriamo ogni giorno e verso lo stesso pianeta Terra.

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Post Author: crueltyfree

2 thoughts on “I cammini, dalla fede al viaggio

    Janabope

    (aprile 2, 2020 - 12:20 pm)

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