“Sana Alimentazione” per i detenuti del carcere di Bari

Cinquantasette detenuti del capoluogo pugliese hanno seguito una iniziativa per imparare come mangiare in maniera sana e gustosa

La sana alimentazione è entrata nella Casa Circondariale di Bari, dove i detenuti hanno seguito un apposito corso ideato e realizzato dalla Dott.ssa Tiziana Annicchiarico, educatrice professionale nel settore del disagio minorile, devianza e marginalità nonché pedagogista. Tiziana Annicchiarico è anche ambasciatrice per la Puglia di Assovegan e non è nuova a questo genere di iniziative. In passato ha svolto presso la sezione femminile un progetto di educazione all’alimentazione vegan, chiamato “Etica e Gusto“, che si è poi ripetuto nel progetto SPRAR “Cittàccoglienza” del Comune di Cerignola (FG).

Il corso, dal titolo appunto di “Sana Alimentazione”, si è svolto il 26 luglio ed è stato realizzato in collaborazione con il Dott. Roberto Favata, biagronomo alimentare  specializzato in biochimica degli alimenti, sicurezza alimentare, processi produttivi ecocompatibili, sistemi qualità  certificati, formatore e divulgatore scientifico e socio fondatore e collaboratore del Centro Omega Stargate di Palermo ma anche co-fondatore del C.O.C.E.A., Centro per l’Orientamento, la Coerenza e l’Educazione Alimentare di Palermo; il quale a sua volta ha creato un progetto formativo divulgativo, dal titolo “Coerenza Alimentare”.

Ben cinquantasette detenuti hanno potuto così imparare che cosa significhi sana alimentazione. Un modo per prendersi cura di sé stessi in uno stato di vita, quello di carcerato, in cui la persona che ha sbagliato deve essere recuperata per un reinserimento nella società. Presso la Casa Circondariale di Bari si svolgono diverse iniziative di questo genere, volte a creare un ponte tra carcere e società, affinché chi entra in carcere possa lasciarsi alle spalle un passato difficile e delittuoso per andare incontro a una nuova dimensione esistenziale. Dunque prendersi cura di sé stessi, degli altri, del pianeta in questo senso è fondamentale per ristabilire il senso di responsabilità, di umanità e di interesse verso la persona umana.

A collaborare con la Dott.ssa Annicchiarico e con il Dott. favata c’erano anche gli operatori dell’area pedagogica del carcere e gli agenti penitenziari; anche loro hanno imparato cosa mangiare, come scegliere e combinare gli alimenti per una migliore salute, prediligendo quelli a km zero e stagionali, ma anche come distribuire i pasti durante la giornata, come cuocerli e come conservarli. In particolare ci si è focalizzati sull’alimentazione vegetale che è ricca di salute per chiunque.

L’augurio è, dunque, che i detenuti possano trovare nel carcere un luogo di educazione e non solo di pena, affinché un mondo più giusto possa passare anche dalle mani di chi, in passato, per motivi che non conosciamo, ha sbagliato.

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Post Author: crueltyfree

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