Trump, l’ambiente e la politica

L’accordo sul clima di Parigi può avere anche importanti conseguenze politiche, oltre che ambientali. Ma la politica può venire prima dell’ambiente?

E così gli Stati Uniti rinunciano all’accordo sul clima, firmato a Parigi nel dicembre 2015. Il Presidente ha sottolineato come vi siano disparità tra i margini lasciati agli USA e quelli lasciati ad altri Paesi, come la Cina, relativamente alle emissioni, considerati per l’America troppo stretti e poco realistici. Gli unici Stati che non avevano firmato l’intesa erano Siria e Nicaragua, a fronte di quasi duecento aderenti. La Russia, dal canto suo, ritiene che con il ritiro degli USA l’accordo diviene inefficace nelle sue conseguenze. Tuttavia il fronte dei Paesi aderenti si è dichiarato compatto nel proseguire un tipo di progresso che possa essere sempre più verde e sostenibile.

La Russia, tuttavia, non è la sola a temere questa inefficacia: il direttore del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), Riccardo Valentini, sostiene che il clima subirà pesanti ripercussioni a causa del ritiro statunitense e che dunque gli Stati Uniti hanno una responsabilità enorme verso il mondo intero. A rischio è soprattutto l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale del pianeta di due gradi.

Oltre ai grandi disastri che i cambiamenti climatici stanno provocando e continueranno a provocare, c’è un altro aspetto che non va assolutamente sottovalutato: quello dei migranti climatici. Infatti i disastri ambientali dovuti al clima provocano lo spostamento di grandi masse di persone, che non hanno più un luogo dove abitare in quanto distrutto, o terre da coltivare per sfamarsi. E’ chiaro che la portata morale dell’accordo sul clima è grandissima, e ancor di più quella etica.

Trump ha sostenuto che quella del cambiamento climatico sia una sorta di truffa per danneggiare l’economia americana e ha dunque tenuto fede a quanto promesso in campagna elettorale. Si dice però pronto a firmare un accordo che sia più giusto per il Paese di cui è alla guida. Proprio gli USA stessi sono spaccati al loro interno a causa di questa iniziativa del Presidente: 17 Stati infatti hanno annunciato che continueranno la politica di adesione al trattato, e anche il sindaco della città di New York – che già in passato aveva avuto una linea di condotta indipendente in merito alla questione degli immigrati irregolari – ha dichiarato che la Grande Mela resterà fedele alle decisioni di Parigi. Da notare che non è prevista l’uscita dal trattato prima del 2020, a meno che non si esca anche dalla Convenzione Onu sul cambiamento climatico, cosa che isolerebbe inevitabilmente Trump e la sua America sulla scena internazionale. America’s First, dice Trump. Dimenticando, forse, che l’America è parte di un intero pianeta che non ha scelta se venire prima o dopo: è l’unico che abbiamo.

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Post Author: crueltyfree

1 thought on “Trump, l’ambiente e la politica

    HacyDaype

    (marzo 14, 2021 - 2:47 pm)

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