Viaggiatori sulla terra di Dio

Con la Giornata per la Custodia del Creato la C.E.I. ricorda ai fedeli quanto è importante l’ambiente nell’economia della creazione e dell’escatologia.

Anche la Chiesa cattolica celebra la creazione e lo fa oggi, 1 settembre, con la 12^ Giornata per la Custodia del Creato. Un momento di riflessione sulla necessità di salvaguardare natura e ambiente, sempre più compromessi, e per ricordare ai fedeli che la coscienza ecologica non è secondaria nella più generale coscienza cristiana.

“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen. 28, 16). Viaggiatori sulla terra di Dio è il titolo scelto per la celebrazione di quest’anno, che si terrà anche in via liturgica domenica 3 settembre nella diocesi di Gubbio.

Il passo biblico è tratto, come si diceva, dal libro della Genesi e riporta le parole di Giacobbe, stupito durante un lungo viaggio nel constatare che la terra di Carran è luogo della presenza divina. Parole che dovremmo proferire tutti noi, ancora oggi, se credenti, perché davvero la bellezza della Terra fa presagire il volto del Creatore in ogni dove.

Purtroppo una certa tradizione ha fatto sì che i fedeli ma anche il clero mettessero in secondo piano la cura ecologica che invece è parte fondante del vivere. Senza creazione e senza la sua salvaguardia nessuno di noi potrebbe esistere. Piante e animali sono stati più spesso visti come oggetto di sfruttamento da parte dell’uomo, fraintendendo quel verbo “dominare” che si trova nella Bibbia e che significa custodire e non schiavizzare: “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”, dove quel dominare è il gesto del dominus, il signore, il padrone di casa che si preoccupa di quanto è affidato alla sua cura e non il despota o il tiranno che sfrutta senza preoccuparsi delle conseguenze e che tutto prende come se gli appartenesse. Da notare anche la delicatezza che si legge ancora in Genesi 1,29: “Ecco, io vi do ogni erba he produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo”. Mai il Dio biblico ha detto di mangiare altri esseri viventi, nemmeno le piante, in quanto nella primigenia creazione dice all’uomo e alla donna che si nutriranno di semi e frutti. E continua in 1,30: “A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. Anche qui, nessun accenno ad animali che si sbranano tra loro, perché “è l’istinto”. Così non era all’inizio dei tempi. Poi le cose sono cambiate e il libero arbitrio ha portato quella frattura tra creature e creazione e Creatore che dobbiamo tutti impegnarci a sanare, anche e soprattutto se credenti.


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Post Author: crueltyfree

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